Difesa della proprietà intellettuale

B o t t o n i

C o u n t e r

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sabato, settembre 13, 2008


Amici, colleghi, ricercatori liberi



mi appello alla Vostra sensibilità per un aiuto che è diretto unicamente all'obbiettivo della formazione dei giovani, tema caro a noi tutti.

 

La Metodologia del Restauro Virtuale  è  intimamente legata alla  proprietà intellettuale del Restauro Virtuale e  può essere ribadita solo nei luoghi della formazione .. ( master, università)  e cioè negli stessi luoghi ovein senso lato, ma non molto distante da voi, si è agito l'esproprio ...con " studiata indifferenza".



Vi prego di aiutarmi a veicolare la mia proposta formativa , che edifica ,  a partire dalla fondazione dei prerequisiti, un nuovo ed originale approccio all'arte,

costruendo una conferenza, un seminario.... o comunque qualsiasi tipo di incontro che mi consenta di dare respiro alla mia innovazione ,

nella sede che riterrete più opportuna.

 

La libera ricerca, quando è comprovato che è proficua per la formazione dei nostri studenti. ..



concorre ad  edificare il futuro delle nuove generazioni e non ha nessuna ambizione di gareggiare con le bibliografie accademiche.

......

Di contro.... io, ricercatrice isolata,

pur avendo avuto in quattro grandi occasioni il riconoscimento degli studiosi del CNR per la mia Innovazione per i beni culturali,ho avuto il rispetto e l'umiltà di sottoporre il mio strumento alla sperimentazione, al vaglio degli studenti...prima di sottoporlo al mondo accademico.

 

Non è un caso che i seminari  condotti al CNR ITD di Palermo e all'università siano stati denominati : corsi prototipali.e..non solo: Ho aperto un blog in aula e gli studenti hanno commentato la loro esperienza, direttamente .in rete.

 

I risultati sono qui di seguito, allegati.

 

Sono sicura della Vostra attenzione.

grazie per la vostra gentilezza e umanità.

 

il mio ultimo studio:
JEUNE FEMME

 

http://files.splinder.com/6ba7c0eae122b6101d36934690745aef.pdf

 

 

nadia scardeoni palumbo

37126 - Verona, via dei mille 6a

045 8347701 - 3472542819

 

CORSI PROTOTIPALI SVOLTI AL CNR-ITD , Palermo

 


Specializzandi del corso di Laurea in Restauro e conservazione dei beni culturali


 CNR 26.02.08

AULA VIDEO CNR - 26.02.08

( Corso prototipale : 25 ore )

 http://strumenti.splinder.com

altri doc.: http://majlab.splinder.com







 

VISIONE DI:

RV ABSTRACT

POSTER CNR

DIAGNOSI FOTOGRAFICA

NOTE CRITICHE

OPERA FETICCIO: LA GIOCONDA

postato da: interlinea alle ore 09:05 | Permalink | commenti (8)

categoria:

lunedì, febbraio 25, 2008

 



#1   27 Febbraio 2008 - 16:18

 

NOZIONE DI RESTAURO VIRTUALE

 

Prima di seguire il Seminario di Restauro Virtuale, ciò che ritenevo si occupasse tale tecnica di restauro, era la ricostruzione, tramite la rielaborazione al computer dell’immagine interessata, delle parti mancanti di un’opera d’arte. Opera che per motivi di diverso genere, non poteva più essere recuperata tramite interventi di restauro di tipo tradizionale, ossia interventi reali, eseguiti sulla materia dell’opera interessata. Inoltre, secondo il mio pensiero, altro utilizzo che tale tecnica di intervento poteva avere, era in fase di studio per prefigurare l’eventuale intervento di ricomposizione e/o prefigurazione che si dovrebbe attuare durante un intervento di tipo tradizionale. Quindi, a mio avviso, un intervento da accostare sempre a quello che è l’intervento reale e pratico.

 

Adesso che sono a metà del Seminario sul Restauro Virtuale, ho potuto constatare che tale tecnica di intervento và sempre ad accompagnare ciò che poi sarà fatto realmente sulla materia, quindi non si oppone al restauro tradizionale ma lo accompagna. Si può attuare con metodi scientifici molto semplici e poco costosi, infatti, inserendo in un software specifico un’immagine ad alta risoluzione, la si può rielaborare fino ad arrivare a ciò che si vuole ottenere per lo studio dell’opera stessa. Il restauro virtuale può anche essere utilizzato là dove il restauro tradizionale non può procedere per impedimenti di carattere pratico, di conseguenza può essere visto come un intervento integrativo, ossia come aiuto per la lettura testuale dell’unicum di un’opera che a livello materico è ormai irrecuperabile. In generale, tale tecnica di intervento serve per prefigurare l’intervento di restauro per poi metterlo in pratica, la si può vedere come documentazione di base di un’opera, è uno strumento progettuale. Abbiamo anche visto che è utilizzabile, oltre che come approfondimento ante restauro, anche in un’eventuale didattica museale ed all’interno di archivi.

 

F. Pagliaro

 

  utente anonimo 

 

#2   27 Febbraio 2008 - 16:19

 

NOZIONE DI RESTAURO VITUALE

 

PRIMA:Il restauro virtuale per me era una tecnica basata su supporti elettronici e digitali che mi permettevano di agire su un’immagine bidimensionale o tridimensionale. Tale tecnica mi serviva da ausilio per eventuali ipotesi di restauro prima dell’intervento vero e proprio, per evitare ripensamenti direttamente sull’opera. Inoltre il restauro virtuale poteva andare oltre all’idea stessa di restauro e portare invece al ripristino virtuale dell’opera dando invece un idea non fedele ma “ uniforme” dell’opera stessa attinente al suo antico splendore, spesso anche in mancanza di precise documentazioni. Tale caso mi fa pensare alle numerose ricostruzioni virtuali di scenari ormai perduti fatti a Pompei.

DOPO:Dopo le mie prime due lezioni del corso in restauro virtuale invece ho notato che il restauro virtuale è un atto critico che mi mette in relazione l’opera e la sua immagine digitale. Esso mi rappresenta un valido aiuto di analisi dell’opera sia per il restauratore, il diagnosta e lo storico d’arte. Non si pone molta attenzione ai mezzi digitali ed ai software di grafica ma si basa prevalentemente su un elementare ausilio di programmi ed immagini ad alta risoluzione che mi permette di analizzare l’opera oltre la sua immagine reale(ciò che vedo) avvolte oscurata da precedenti o cattivi restauri ed intervenire in maniera semplice e “precisa” come se si dovesse intervenire sull’opera stessa. Deve essere un valido strumento per i restauratori al fine dell’intervento vero e proprio facendo rientrare comunque questa operazione nell’ambito della salvaguardia dell’opera stessa.

Senza la conoscenza non ci potrà mai essere il restauro virtuale.

 

Elisa Pecoraro

 



  utente anonimo 

 

#3   27 Febbraio 2008 - 16:28

 

Quando sono arrivata a Palermo pensavo che il RV riguardasse l’informatica, l’elaborazione digitale dell’immagine per la simulazione dell’intervento di restauro.

Uno strumento scientifico al servizio del restauro.

Ora credo che il RV riguardi lo studio storico artistico dell’opera d’arte come strumento di approfondimento e di supporto didattico per la comprensione dell’identità dell’artista .

Il RV può essere visto come uno strumento didattico e come supporto allo studio storico artistico dell’opera d’arte da utilizzare anche come metodo di approfondimento di alcune tematiche come il ritocco pittorico. Attraverso l’RV è possibile avvicinarsi all’opera e conoscere qualcosa in più dell’artista dal punto di vista della tecnica artistica e di tutto ciò che riguarda l’iconografia.

Attraverso una elaborazione digitale semplice al computer è possibile spiegare e sostenere proprie teorie di studio dell’immagine e dell’opera dell’artista ricostruendo sia il suo rapporto con la materia, attraverso l’elaborazione dei colori utilizzati sia l’immagine che l’artista ha scelto di rappresentare.

L’approfondimento dello studio dell’immagine attraverso l’RV può avvicinarci all’artista e scoprire dettagli e particolari illuminanti sia di tecnica che di creazione dell’immagine.

Lo strumento del RV ci può aiutare a spiegare o ad individuare quell’UNICUM che trasforma un oggetto materiale prodotto dall’uomo in un pezzo di opera d’arte.

A questo punto diventa centrale utilizzare l’RV nella didattica museale nello studio delle opere molto deteriorate o con interventi di restauro sbagliati che hanno alterato l’opera. Attraverso uno studio dell’immagine, utilizzando banali programmi di grafica possiamo provare a capire cosa voleva comunicarci l’artista.

Rimane per me centrale la sensibilità del conservatore che deve avere un impatto fortemente emotivo con l’opera d’arte per arrivare a cogliere ed intuire alcuni dettagli che possono svelare un passaggio importante. L’RV è indubbiamente uno strumento utile se piegato alla nostra competenza e non fine a se stesso.

Secondo me lo strumento RV deve essere un supporto digitale ad idee e intuizioni che riguardano sia ipotesi di restauro e quindi come strumento in fase progettuale e sia approfondimento storico artistico su l’opera d’arte che chiarisca anche il valore dell’opera.

Cinzia Tavoletta

 

  utente anonimo 

 

#4   27 Febbraio 2008 - 16:29

 

Non sono arrivata a Palermo con chiare idee e competenze sul restauro virtuale, ma piuttosto con una grande curiosità nei confronti un metodo attuale, innovativo che pensavo potesse essere una frontiera d’avanguardia ancora da esplorare nel settore della conservazione dei beni culturali.

Avevo la voglia di avvicinarmi ad un metodo sperimentale, spendibile che permettesse di ordinare, organizzare, istituzionalizzare il caotico campo del restauro spesso nelle incompetenti mani dei migliori offerenti. Immaginavo il restauro virtuale come l’occasione di poter programmare e strutturare progetti di conservazione, ed eventualmente restauro, di opere d’arte con l’aiuto ed il supporto di tecnologie multimediali e grafiche da far precedere allo studio diagnostico dei manufatti, in modo da eliminare inutili e dispendiose invasioni.

Inoltre immaginavo che questa tecnica potesse, almeno virtualmente per l’appunto, permettere di riappropriarsi e fruire dell’integrità di opere che nella pratica non possono essere ricomposte o reintegrate, consentendo magari di approfondire o completare uno studio storico-artistico su di un opera, o su di un periodo, o d’aiuto per progetti contemporanei di riutilizzo, di restauro archeologico.

In sintesi ero desiderosa di conoscere un nuovo strumento al servizio della conservazione o documentazione dell’arte.

 



Dopo due giorni di corso prototipale con la professoressa Scardeoni ho vissuto ed attraversato una serie di fasi emotive contrastanti…mi sono sentita scomposta e ricomposta. Sento l’idea del restauro virtuale espostami dalla professoressa ancora come un prototipo in me …come un metodo da acquisire, da far mio, ma con un enorme potenziale, che potrebbe avere un impatto sconvolgente nel rigido impostato mondo accademico.

Il corso a riacceso in me la consapevolezza del perché tanti anni fa mi sono innamorata dell’arte e ho deciso di studiarne la storia, ricordi sopiti dopo tanti anni di università, di studio sterile, nozionistico.

Mi è piaciuta molto la stimolazione di prerequisiti, per riappropriarsi del dialogo con l’opera d’arte attraverso l’ascolto, che poi porta alla conoscenza di sé, dell’autore…porta ad un’intimità istintiva… motivo per cui l’arte è nata con l’uomo e con la sua esigenza di comunicare.

Trovo il bisogno di democraticità dell’arte niente di più bello e naturale, niente di più necessario per ristabilire la dignità ed il ruolo che l’arte dovrebbe avere nella società.

Mi piace la semplicità con cui vengono affrontati dalla metodologia di restauro virtuale della Scardeoni nodi cruciali e controversi della critica d’arte risolti ponendo in evidenza, palesando in concreto vari prototipi di risoluzione. È evidente che il mondo dell’arte ha bisogno solo dell’arte stessa e di ciò che insegna, ovvero la necessità di mostrare, di comunicare. Gli organi atti e preposti alla conservazione e salvaguardia dell’arte hanno bisogno solo di questo: di capirsi, di fondersi in una collaborazione che impedisca di incappare in irrecuperabili errori d’ignoranza, dovuti ad una mancanza di dialogo tra ruoli e figure professionali che potrebbero collaborare, intersecarsi.

Il restauro virtuale della professoressa Scardeoni potrebbe permettere questo, perché schiettamente, semplicemente approfondisce, studia, riumanizza, sino alla più profonda conoscenza dell’opera che si ha davanti, senza sperimentazioni, senza inventare nulla torna all’originale significato dell’unicum artistico…permettendo con la conoscenza di salvaguardare l’opera prima dentro noi stessi che ne possiamo fruire e godere, cullando l’idea di salvaguardia come la cosa più preziosa e l’unica possibile, con la sacralità con cui una madre protegge i suoi figli.

C’è un limite sottile dovuto alla sensibilità di ognuno di noi che ci accingiamo ad utilizzare questo metodo per far sì che il supporto tecnologico non rimanga una sterile e fredda esplorazione, ma che si innalzi al servizio dell’arte, a noi che abbiamo avuto la fortuna di seguire questo corso è stato chiaro questo limite perché il metodo ci è stato esposto con energia vitale, sana e positiva, mi rimane un'unica paura che l’energia potenziale che si intuisce da questo metodo abbia un senso solo se tramandata come e da chi l’ha presentato a noi.

Silvia Bartolucci, 27/02/2008.

 

  utente anonimo 

 

#5   27 Febbraio 2008 - 16:43

 

Sfortunatamente non sono stata presente alla lezione di ieri e non ho avuto la possibilità di venire in contatto e di entrare nel mondo del restauro virtuale di Nadia Scardeoni.

Avevo sentito spesso parlare di restauro virtuale ma senza mai approfondire l’argomento…mi ero più che altro limitata a PENSARE di cosa si potesse trattare…Risultato? Nel mio piccolo, riflettendo solamente sulla categoria di opere d’arte su cui ho concentrato i miei studi universitari, avevo pensato che il restauro virtuale consistesse in un utilizzo di vari programmi di grafica che permettessero di prevedere, fare delle prove per eventuali interventi da effettuare sulle opere invece di farli direttamente su di esse o prima di farli: per esempio nel caso di lacune da reintegrare pittoricamente potrebbero essere realizzate al computer varie soluzioni da mettere al confronto. Soluzioni che possono rimanere a livello di “teoria”, altre che possono essere messe in pratica una volta “previsto, pre-visualizzato” il risultato. O ancora, nel caso ad esempio di perdite di alcune parti non ovviamente ricostruibili siano esse inerenti a dipinti o a sculture, il restauro virtuale poteva essere uno strumento che consentisse la ricostruzione per l’appunto “Virtuale” dell’opera nella sua interezza senza dunque intervenire in alcun modo su essa.

Si tratta per me dunque di uno strumento per la progettazione dell’intervento e non solo…

Pensando che il restauro virtuale fosse parte integrante del futuro dei beni culturali, ho colto subito l’occasione di questo corso!

Sinceramente non so ancora cosa ci aspetterà nei prossimi giorni…penso comunque che non si discosti da ciò che era la mia idea iniziale di restauro virtuale aggiungendo però un nuovo tipo di approccio alle opere d’arte, un nuovo modo di penetrare all’interno del mondo che racchiudono, “aprendo” la mia mente a nuove riflessioni, pensieri, ad un nuovo atteggiamento dinnanzi il bene che penso sia il primo passo per poter fare restauro virtuale: non servono grandi conoscenze informatiche (come temevo)…solo un entrare nell’essenza dell’opera in maniera sincera, ponendosi semplicemente in ascolto.

Carotenuto Maria Rosalia

 

  utente anonimo 

 

#6   27 Febbraio 2008 - 16:51

 

L’espressione “Restauro virtuale” circola da un paio di anni negli ambienti dei beni culturali affascinando tutti coloro che hanno familiarità con sistemi- programmi informatici; in effetti tale “disciplina” è legata all ‘Era della grafica computerizzata.

Senza conoscere i presupposti ideologici che stanno dietro a tale concetto ed il percorso culturale che lo sottende i più pensavamo che il restauro virtuale fosse legato all’applicazione di ipotetici interventi di restauro offerti dalle potenzialità della grafica computerizzata.

La semplicità di una tale risposta celava, in molti di noi, una grande curiosità a voler veramente conoscere l’essenza del restauro virtuale, il nucleo propulsore che aveva mosso e coinvolto un vasto pubblico di studiosi.

I primi approcci agli studi e alle riflessioni della autrice-studiosa- dolce/appassionata:Nadia Scardeoni sul metodo R. V. ha consentito di svelare il primo arcano: il Restauro Virtuale non è nato per consentire il ripristino dell’immagine di un’opera ma vuole lavorare sull’opera e per l’opera; quale metodo di conoscenza, approfondimento e di tutela. Come? Attraverso una prefigurazione digitale dell’iter progettuale dei possibili e diversificati interventi di restauro che si pensa di poter applicare sull’opera, ma sempre e solo dopo aver conosciuto e sperimentato tutti i risvolti e le problematicità che l’opera pone, senza che ciò implichi un’ intervento diretto su essa, utilizzando quindi, come prima detto, il Restauro virtuale quale metodo/strumento di conoscenza di approfondimento e di sperimentazione delle opere..

Così come un restauratore si pone di fronte a un’opera:attraverso un’ attenta e meditata analisi, attraverso riflessioni e comparazioni visive e ravvicinate, solo così si può attuare il colloquio diretto con l’opera e ricevere i messaggi che esso c’invia e così, attraverso il flusso di “conoscenza trasmissione” potremo avere il colloquio diretto e riconoscere le tecniche adoperate e poter scoprire tutti i segreti celati allo sguardo distratto e superficiale dei più. Ed allora il primo requisito che penso sia necessario possedere per utilizzare la metodologia del R. V. è la competenza tecnica della struttura materica delle opere e delle tecniche utilizzate; occorre essere restauratori/studiosi con una sensibilità propria e specifica di coloro che si approcciano alla conoscenza-studio di un’opera con amore rispetto e dedizione……si attua così il flash-bach della scoperta o l’atto critico di riconoscimento di un’opera .

 

  utente anonimo 

 

#7   27 Febbraio 2008 - 16:59

 

Post n° 6: autore Caterina Dessy

  utente anonimo 

 

#8   27 Febbraio 2008 - 17:24

 

Nozione di Restauro Virtuale

 

I miei studi mi hanno portato ad avere i primi contatti con il mondo del restauro virtuale nel 2006 in occasione delle ricerche effettuate per la tesi di laurea triennale in conservazione e restauro dei beni culturali, la tematica che trattavo era . La cosa che mi ha colpito nella raccolta di questo materiale è stata quella che esperienze ed applicazioni diverse tra loro venissero accomunate sotto questa ammaliante definizione di restauro virtuale, dalla ricostruzione 3D di un sito archeologico, passando per la lettura di uno spartito troppo mal ridotto per essere sottoposto ad un restauro o il restauro di un dipinto su tela o altro e per finire non so dove. Tutte esperienze senza dubbio affascinanti anche entusiasmanti, che mi hanno coinvolto moltissimo e allo stesso tempo riempito di dubbi, dubbi nati anche dalla necessità di definire bene questo restauro virtuale, poichè il rischio che sentivo era quello di una strisciante . libertà nell’approccio all’opera. Un approccio che poteva ridurre l’opera ad un mero dato informatico, rischio implicito nella facilità d’uso dello strumento. Quindi reputo di fondamentale importanza che la formazione del restauratore sia fondamentale per un utilizzo corretto di questo strumento, uno strumento che ha grosse potenzialità all’interno di un progetto di restauro. Naturalmente appena saputo del corso sul restauro virtuale organizzato per CNR a Palermo dalla prof. Nadia Scardeoni

Ho voluto parteciparvi con entusiasmo pensando che fosse un ottima occasione di confronto e di crescita, attese non deluse poiché in questa prima parte del corso si è molto sottolineato l’approcio

all’opera e l’utilizzo dello strumento informatico per un ulteriore conoscenza della stessa.

Nucatolo Girolamo

  utente anonimo 


 


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Contributi al testo : PER UN CONCETTO DI RESTAURO

 

http://www.edscuola.it/archivio/interlinea/per_un_concetto_di_restauro.pdf

postato da: interlinea alle ore 11:04 | Permalink | commenti (8)

Commenti

 

 #1   03 Marzo 2008 - 11:07

 

Restauro

momento decisivo in cui la coscienza di ciascuno di noi riconosce un prodotto dell'attività umana quale opera d'arte, degna quindi di essere tramandata nel futuro.

 

Sta soprattutto nella sensibilità dell’individuo, nel saper cogliere il messaggio e il valore di quanto depositato in ciascun oggetto rientrante nella categoria di opere d’arte (oltre che nelle sue capacità tecniche), ciò che permette di differenziare un buon “restauratore” da un operatore tecnico qualsiasi.

Riconoscere il valore di quanto riconosciuto come opera d’arte, vuol dire soprattutto dargli il giusto valore e riuscire quindi a saper prendere le giuste decisioni che possano favorirne la miglior conservazione possibile, non solo per ciò che rappresenta come oggetto portatore di valori estetici, ma soprattutto per ciò che comporta come documento di storia, di arte e di sensibilità di un passato che è conseguenza del nostro presente.

Affinché quanto di più spirituale dell’opera possa sopravvivere, ovviamente, sarà necessario che si abbia prima di tutto il rispetto della sua parte materiale, andando a garantirne la sopravvivenza tramite lo studio e l’applicazione soprattutto di interventi preventivi miranti a rimuovere possibili agenti e fattori che possano andare a deteriorarla (salvaguardia).

Solo dopo di ciò, se necessario, una volta esaminata a fondo la consistenza e le condizioni dell’opera, dopo accurata diagnosi, sarà possibile stabilire il metodo d’intervento diretto sull’opera che dovrà essere il meno invasivo possibile

Rossella Spina

  utente anonimo 

 

#2   03 Marzo 2008 - 11:11

 

"Dialogo" profondo con l’AUTORE......

 

Credo che uno dei compiti più difficili per chi intende praticare questo mestiere sia proprio quello di entrare in un contatto intimo e profondo con l'artista esecutore dell'opera. Senza questo "dialogo" la conoscenza storica e scientifica dell'opera in sè da sole non potranno guidarci all'esecuzione di un corretto restauro (là dove realmente sia necessario!). Occorre che la nostra volontà sia supportata da una certa sensibilità e dal profondo rispetto verso l'opera di cui l'artista ci ha voluto fare dono nel tempo.

 

Quando muore l'intenzione profonda di un artista... muore la sua anima.

Ciò che resta, per i creduloni, è la spoglia mortale" (n.s.)

 

Il restauratore non deve entrare in competizione con l'artista ma deve avere l'accortezza di fermarsi là dove sta inserendo del suo in qualcosa che non gli appartiene. Il vero obiettivo di un restauratore dovrebbe, allora, essere quello di "preservare" l'opera d'arte dall'incuria del tempo e dell'uomo stesso, facendo in modo che l'umanità intera possa continuare ad emozionarsi e a stupirsi di fronte a qualcosa di misterioso che la mente umana non deve pretendere di comprendere fino in fondo e, soprattutto, completare.

Ogni grande opera d'arte ha due facce, una per il proprio tempo e una per il futuro, per l'eternità...

Alessia Polizzi

 

 

 

 

 

  utente anonimo 

 

#3   03 Marzo 2008 - 11:13

 

ARTE: "... Filosofia senza pesanti contorcimenti ..."!! L'arte è stata/è un modo per comunicare, quindi un linguaggio che, nel tempo, suggestionato dagli usi, costumi,

dalla cultura, dalle mode, dalle vicende storiche, dalle propensioni personali di ogni artista, etc... si è modificata, arricchita, maturata, evoluta ... sempre assolvendo

il ruolo di grande divulgatore di emozioni, esperienze e tradizioni che hanno portato l'esecutore di tali beni, a creare un UNICUM.

 

UNICUM: "L'autore- il vero deus ex machina", realizza quest'UNICUM irripetibile ed irrinuncialbile che è l'opera d'arte, che noi, in quanto fruitori e

(nel caso specifico) "neo-restauratori", abbiamo il dovere, "in vista della sua trasmissione al futuro" di TUTELARE e CONSERVARE.

 

CONSERVAZIONE: Il restauro deve mirare, usando parole Brandiane: "al minimo intervento, alla reversibilità, alla compatibilità ed alla ricoscibilità";

senza il rispetto di questi quattro principi, si potrebbe incorrere in deludenti equivoci sulla "verità storica" dell'opera, commettendo un "falso storico o artistico".

Nel momento in cui, ci si trova ad avere un'opera dinnanzi, questa, dovrà suggerire la metodologia d'intervento, cioè, sarà lei "a dire di cosa ha bisogno",

mettendo così, il restauratore, a "servizio dell'opera", instaurando in questo modo un "dialogo profondo con l'autore".

 

Maria Francesca Mulè

  utente anonimo 

 

#4   03 Marzo 2008 - 11:15 

 

 

Le doti del restauratore allora non possono essere che quelle della pazienza, dell’umiltà, dello spirito di servizio.

“Il restauratore ha il compito di ripristinare le superfici per riportare l'opera ad uno stato, il più possibile, vicino a quello originario.”

Secondo me il restauratore deve ripristinare le superfici riportando l’opera al suo stato originario, ma deve mantenere e rispettare la leggibilità dell’opera anche se danneggiata.

“L'arte non si impara”

L’arte è per tutti coloro che hanno sensibilità d’animo e sono ancora in grado di emozionarsi,e ci permette d'incontrare l'altra sensibilità interiore.

Gli artisti sono medium hanno l'urgenza di comunicare e da una libertà interiore che ogni singolo individuo dovrebbe ricercare nella vita,ascoltando il proprio io;solo in questo modo l'artista riesce ad essere una cosa unica con l'arte

 

 

 

MADDALENA SALAMONE

  utente anonimo 

 

#5   03 Marzo 2008 - 11:16

 

Restauro: l'arte a servizio dell'arte

Ogni opera d'arte racchiude in sè un valore unico, che certamente non è quello dettato dal mercato. Essa rappresenta il risultato di un'esigenza dell'artista che vuole trasmettere qualcosa di sè o semplicemente un messaggio, perchè sente "l'urgenza del comunicare".

L'opera d'arte acquista nel tempo anche un ulteriore valore: diventa una testimonianza della storia, di una civiltà, di un popolo, di un modo di pensare e concepire il mondo.

Il restauro non può non rispettare questo "patrimonio", questo "frammento di civiltà". L'opera d'arte è una "porzione di storia umana" ed il suo restauro rappresenta un'occasione di conoscenza del passato.

Il restauratore gode di un particolare privilegio, un autentico lusso concesso a pochi: ha l'opportunità di mettersi in relazione diretta con il manufatto, di instaurare un "dialogo" con l'artista. Da questo punto di vista il suo principale obiettivo deve essere quello di rispettare in modo assoluto il messaggio che l'opera d'arte tramanda, senza creare interferenze.

Il compito di un restauratore dovrebbe essere quello di mettere a totale disposizione del manufatto tutte le sue conoscenze e la collaborazione con vari specialisti diventa un momento fondamentale finalizzato ad uno studio completo di tutti gli aspetti, da quello storico a quello più tecnico.

Sotto questa luce si dovrebbe parlare di restauro come una forma di "arte a servizio dell'arte": a volte in un intervento di restauro l'opera perde il ruolo di protagonista che naturalmente le spetterebbe perchè viene privilegiato il soggetto che ha eseguito l'intervento o magari una tecnica utlizzata.

Si dovrebbe dare maggiore rilievo alla finalità del restauro, cioè la tutela dell'opera nel rispetto di tutti i suoi aspetti, dal suo valore artistico al ruolo di documento e testimonianza della storia umana.

Rachele Lucido

  utente anonimo 

 

#6   03 Marzo 2008 - 11:19

 

commento 1

Solo dopo di ciò, se necessario, una volta esaminata a fondo la consistenza e le condizioni dell’opera, dopo accurata diagnosi, sarà possibile stabilire il metodo d’intervento diretto sull’opera che dovrà essere il meno invasivo possibile e il più consono alle esigenze del singolo oggetto considerato in quel momento.

Rossella Spina

  utente anonimo 

 

#7   04 Marzo 2008 - 07:51

 

"L'urgenza di comunicare"

Ci sono dei momenti nel corso della vita in cui si avverte "l'urgenza" di comunicare, di esprimere una sensazione, un'idea, uno stato d'animo che manifestano la realtà di quell'istante. Non sempre il prodotto di quest'urgenza è "arte"… eppure tutti siamo possibili artisti, ma non tutti possediamo quel dono che consente di "dare una forma" intellegibile al nostro impulso, non totalmente comprensibile a chi osserva. Nell'istante stesso in cui "valutiamo un'opera" affermiamo: che "è arte!", il "kunstwollen" dei nostri tempi e di conseguenza affermiamo la nostra individualità, cioè "noi stessi". Il binomio arte-fruitore resta inscindibile, come inscindibile è la conservazione dalla fruizione attuale e futura.

 

Giuseppe Milazzo

       interlinea 

 

#8   04 Marzo 2008 - 12:24

 

NOZIONE DI RESTAURO VIRTUALE:Prima di partecipare al seminario di Restauro Virtuale,pensavo che il restauro virtuale riguardasse l'informatica,con elebarazioni digitale dell' immagine per la simulazione dell'intervento di restauro.

Adesso, ho potuto constatare che il restauro virtuale è un atto "critico" che ci aiuta a percorerre la tesi di intervento e rappresenta un metodo non invasivo,che mi mette in relazione l'opera e la sua immagine digitale esso mi rappresenta un valido aiuto di analisi dell' opera e anche per il restauratore.

L’approfondimento dello studio dell’immagine attraverso il Restauro Virtuale può avvicinarci all’artista e scoprire dettagli e particolari,sia di tecnica che di creazione dell’immagine.

Da questa esperienza secondo me diventa centrale utilizzare il metodo di restauro virtuale nello studio delle opere, per non sbagliare l'intervento,infatti adesso attraverso i programmi di grafica possiamo provare a capire cosa voleva comunicare l'artista.

 

  utente anonimo 

 



Siamo giunti al termine del seminario di restauro virtuale, ringrazio tanto la prof.Nadia

Scardeoni per avermi trasmesso tante emozioni...e aver creato un nuovo strumento di lavoro

per il restauro dell'opera d'arte che,è al mio parere qualcosa di più un vero e proprio

metodo innovativo,che si può attuare con programmi molto semplici e poco costosi.

Da questa esperienza ho potuto constatare una crescita in me, la prof.Nadia Scardeoni è

riuscita a penetrare nelle opere, ha scaturito in me le stesse emozioni appassionandomi,

insieme a lei sono riuscita a trovare la profondità analoga raggiunta dall' artista,solo

in questo modo si trova il silenzio dentro sè.

Mi sento fortunata di aver seguito questo corso è stato esposto con tanta energia vitale,

spero tanto che tale impegno sia valorizzato in ogni modo,e si procederà per questa strada

raggiungendo una conoscenza più approfondita e completa di un'opera eseguendo restauri più

corretti.

Maddalena Salamone

  utente anonimo 

 

#2   07 Marzo 2008 - 11:17

 

Ringraziamo la dottoressa Nadia Scardeoni per la disponibilità dimostrataci nel seguirci in questa esperienza formativa che ci ha dato spunti di riflessione e ci ha messo nelle condizioni di poter meglio affrontare un approccio verso le metodiche del restauro virtuale. L'approfondimento collettivo di interscambio e dialogo, portato avanti in questi cinque giorni di seminario, ci ha dato mezzi e imput per sviluppare una coscenza critica finalizzata ad un migliore intervento conservativo.

In particolare abbiamo trovato interessanti la creazione di filmati applicabili per la presentazione di progetti e l'elaborazione di immagini digitali attraverso l'ausilio di software semplici e di basso costo (Windows Movie Maker, Paint ed altri).

La collaborazione, l'atmosfera che si è venuta a creare e le nozioni che ci sono state fornite resteranno in noi e ci guideranno nel nostro lavoro e in tutte le nostre esperienze future.

Con la promessa di ritrovarci

Lucido Rachele

Mulè Maria francesca

Polizzi Alessia

Spina Rossella

 

  utente anonimo 


 


 

recensioni


 


ANNA PACIFICO: Il  Restauro Virtuale di Nadia Scardeoni


Una nuova modalità per ‘navigare’ nell’arte



Qualsiasi riflessione critica su di un’opera d’arte rischia d’essere parziale, nel duplice senso dell’ incompletezza e della scarsa obiettività. V’è poi l’impostazione spesso declamativa, propria del tono critico, che lascia a dir poco sconcertati, ancor più per l’assunzione di un linguaggio criptico e, sempre, per la scarsa presa che il freddo tecnicismo esercita sul nostro animo.



Un dipinto, una scultura, come ogni opera d’arte, parla  al cuore, oltre che alla mente, e ognuno di noi è attratto e attratta o respinto e respinta, da quel che vede, senza saperne il perché. Presi dallo smarrimento, si chiede aiuto agli esperti del settore, pronti ad immergerci eroicamente nei meandri della genesi delle opere, a calarci nei cicli storici….terrorizzati dal freddo accenno alle correnti… (provvidenziali cuffie nei musei, guide, manuali e quant’altro se ne trovano a iosa ). C’è, però, che l’insoddisfazione è in agguato, specie per gli incompetenti come me (anche se Flavio Caroli, per la sua magnanimità, mi lasciò il marchio di “la più competente dei competenti”).

Soltanto da qualche anno mi è chiara la causa di tale insoddisfazione. Essa nasce dal fatto che la riflessione critica sull’arte, a mio avviso, sia rimasta ancorata, anche nelle espressioni più evolute, a schemi interpretativi formulati essenzialmente sul significato dei contenuti delle opere. V’è chi si spinge abilmente a profonde e ben articolate esegesi spirituali delle medesime, chi ne coglie i risvolti psicologici, chi si arresta, nel timore di far danni, al dato storico e chi si azzarda a fare tutte queste analisi insieme. Mai finora ci si è spinti oltre, mai finora i critici, gli storici dell’arte, gli studiosi sono stati tentati dall’intraprendere, per quanto io sappia, nuovi mezzi per viaggiare in quel mondo meraviglioso e complesso che ogni opera d’arte rappresenta. Dico ‘viaggio’ perché di viaggio si tratta, a ben vedere; viaggio, come io credo, nell’umano e nelle radici emozionali, che artista e fruitore dell’opera, a un certo punto, si trovano a compiere insieme.



Nadia Scardeoni detiene il primato di un nuovo strumento di lavoro per il restauro dell’opera d’arte che è, a mio parere, qualcosa di più, direi un vero e proprio metodo innovativo anche per la sua ‘lettura’. L’attestazione è sostenuta dal ‘brevetto’ di un linguaggio inusuale che apre a un nuovo pensare, in grado di svelare parti sconosciute e/o indicibili nei termini del linguaggio tradizionale. Ciò è documentato nel lavoro svolto dalla Scardeoni sull’opera di Antonello da Messina e, nello specifico, nel Restauro Virtuale dell’Annunciata, pubblicato sul vol. II della rivista
Lettere Arti Scienze. Non spetta a me illustrare tecniche e modalità, Nadia Scardeoni sarà presente a Roma nella sede del CNR il  19 settembre, per la Tavola rotonda sul Restauro Virtuale: workinprogress. Nuove tecnologie per i beni culturali. (*)






 




Quel che sono in grado di dire, per aver assistito alle performance di Nadia, è che lei penetra e ‘naviga’ nelle opere con delicato e silenzioso rispetto – e sappiamo che il linguaggio del silenzio è la cifra del linguaggio della pittura e della scultura, pertanto Nadia usa un codice che potremmo definire ‘non invasivo’ - incontra l’autore, lo osserva mentre è all’opera, se non addirittura nel momento in cui la pensa, ne afferra lo stato d’animo, ri-conosce nella coscienza estetica e nel percorso esistenziale dell’artista le motivazioni più intense, e ce le riporta. 



A noi non resta che attingere dalla fonte emozionale che ci viene offerta, pregna di silenzi, interiorità, meditazione, serietà, spiritualità, quella che più si addice al nostro stato d’animo, quella che fa vibrare meglio e più intensamente le corde del nostro cuore e potremo sentire compiersi in noi e intorno a noi quella misteriosa “circolarità ermeneutica” che costituisce il vero scopo dell’opera d’arte. Difficile descrivere gli effetti. Soltanto una è, per quel che mi riguarda, sufficiente ad attribuire valore al lavoro di Nadia Scardeoni: la spinta a poetare. L’autrice stessa viene catturata da questa modalità, a confermare che “Poesia e pittura s’intrecciano lungo sentieri misteriosi e nondimeno affascinanti” (Eugenio Borgna).



Ma Nadia Scardeoni può fare questo grazie alle sue particolari doti di sensibilità e passione, oltre che per la competenza che le viene costantemente riconosciuta. Il suo percorso di docente ha seguito e segue, di fatto, un principio coerente: farsi mediatrice d’arte e, fedele alla maieutica (di matrice dolciana) muovere negli altri le diverse sensibilità e attitudini, nella convinzione che nello slancio creativo di ogni artista è racchiuso, più che una speciale dote, un linguaggio ‘salvifico’, capace, cioè, di riscattarci dal dolore e prima ancora dall’insoddisfazione, fonte odierna di molteplici sofferenze. (*)
http://vrrc1.splinder.com


Anna Pacifico , scrittrice , poetessa per  "LettereArtiScienze"



 

IL " RESTAURO VIRTUALE " COME MEZZO DI APPROFONDIMENTO E DI RESTITUZIONE DELL’ISTANZA ESTETICA NEL RESTAURO CONSERVATIVO

Approfondimenti  sulla :

Teoria e metodo del restauro virtuale e sue applicazioni per nuove professionalità di Nadia Scardeoni



http://sij07.cnr.it/pubblicazioni/poster/ScardeoniP29.htm

presentato al CNR di Roma

http://sij07.cnr.it/






Workshop "Multi-quality Approach to Cultural Heritage"

14-15 novembre 2006






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lunedì, agosto 13, 2007

virgin.jpg (28110 byte)







Vergine Annunziata di Antonello da Messina



(clicca per vedere l'immagine restaurata)


from





MATER: Gesù a Maria







di Nadia Scardeoni


http://www.edscuola.com/archivio/interlinea/mater.html






FROM


Metodologia del restauro virtuale


http://www.edscuola.com/archivio/interlinea/metodologia_del_restauro_virtuale.htm



 







Postato da interlinea alle 09:50 | link | commenti |

venerdì, dicembre 12, 2003



Esistono bambini musicisti e pittori , bimbi danzanti e canterini che non conosceranno mai le matite colorate, o un flauto dolce, la maschera e il palcoscenico che reclama la loro fantasia.Il mondo intero ha un debito infinito con i bambini, nel rispetto dei loro diritti. Existen niños...



E non lasciate che chi ha mani sterili partecipi alle vostre transazioni, perché costoro venderebbero le loro chiacchiere per la vostra fatica....




APPELLO


PER LA DIFESA DELLA PROPRIETA' INTELLETTUALE


L'ansia dell'innovazione, le ambizioni personali, il delirio autoreferenziale ... disgiunti dall'onesta' intellettuale e non ultima , dalla faziosità politica, ..... producono spesso " silenti .......mostruosità".

Chiedo a tutte le persone di "buona volontà" che sono venute in contatto direttamente e indirettamente con il mio lavoro , perfettamente riconoscibile dalle tracce che sono elencate qui di seguito, di scrivermi e darmi i riferimenti precisi dell'esito della sua fruizione in ambito scolastico...o altro...

Se sarete generosi come io ...credo di essere stata , noi compatteremo insieme - pacificamente - una "buona tesi " che oggi ha bisogno di essere valutata scientificamente per essere fruita nei luoghi che mi stanno più a cuore : là dove l'infanzia è offesa quotidianamente nelle sue aspettative più elementari. Grazie.


Nadia Scardeoni


Tracce :


A. Sperimentazione didattica di "Educazione al silenzio"


Verona 9 ottobre 2003

Carissime colleghe, carissimi colleghi

La mia sperimentazione di "Educazione al silenzio" nasce nei primi anni ottanta .La promuovo in due classi della Scuola Media di Pescantina ( Verona) e la attuo con i colleghi di Lettere e di Ed. Musicale,attivando il laboratorio di intersezione dei linguaggi artistici: arte, poesia, musica.

E' agli atti dei registri scolastici.E' una ricerca che dà risultati straordinari. Esce anche un piccolo articolo sulla "Cronaca" di Verona :
" Così vi insegno la creatività."
La propongo in seguito nei corsi di formazione agli insegnanti del M.C.E., per due anni consecutivi, a Verona e poi , a Palermo , ad un gruppo di insegnanti , simpatizzanti del mov. per la democrazia la rete.

La sperimentazione viene da me adattata , sempre nella scuola media di Pescantina, ad un lavoro interdisciplinare , sulle Pievi della Valpolicella , reso pubblico , a "Proscuola" , ( l'attuale.... Job.....) e da me presentato in un corso di aggiornamento sulla " DIDATTICA DELL'EDUCAZIONE ARTISTICA per insegnanti della Scuola Media, sotto il patrocinio del Provv. di Verona.

Sempre a Verona, una insegnante del corso M.C.E. ( Delaini ) manda, senza il mio consenso, tutti i materiali a Franco Lorenzoni , che giudica il tutto: " Molto bello, tutta roba nuova"....???

Mi rammarico per l'accaduto e chiedo di essere contattata....???? Silenzio....Un'altra insegnante del corso M.C.E. ( Cipriani) porta tutto il materiale ad un corso di specializzazione all'Università di Verona.

Nella sua tesina il mio lavoro è incorporato , citato nella sostanza tale e quale ma senza alcun riferimento all' ideatoree ...sparisce sotto la sovrapposizione di altri...."pensatori"......???? Mando una lettera circolare ad alcuni docenti .....????? Silenzio. ( Che sia una ...inadeguata interpretazione dell'educazione....... al silenzio ???)






B .
restauro virtuale





From: "INTERLINEA" <nadiasc@tin.it>

To: <
cesia@freeweb.org>

Subject: iscrizione

Date: Fri, 11 Feb 2000 11:54:47 +0100


La sottoscritta Nadia scardeoni. chiede di entrare a far parte del Ce.S.I.A.

(Centro di Studi Informatici per l'Arte)  in qualità di membro iscritto,

dichiarando di non far parte di Associazioni che operino nello stesso ambito

con finalità contrarie agli interessi scientifici e professionali del Ce.S.I.A.

A completamento della presente domanda la sottoscritta allega

- curriculum scientifico

http://www.edscuola.com/archivio/nadia.html

- una fotografia formato tessera (facoltativa).

Verona 11 febbraio 1999


p.s.


desidero assere associata per proteggere la mia attivita' di "Progetti elettronici di restauro" -

sezione del costituendo CENTRO STUDI " Antonello da Messina",
Allego anche la prima esecuzione inviata a ICR, PALAZZO SPINELLI, BTA.IT,

MINISTRO MELANDRI.

E' visibile nel sondaggio che vi pregherei, comunque, di pubblicare :

http://www.edscuola.com/archivio/sondan.shtml

In attesa di una vostra risposta.

Nadia Scardeoni

http://www.edscuola.com/interlinea.html


Nadia Scardeoni Palumbo CURRICULUM


RESTAURO VIRTUALE


http://restaurovirtuale.splinder.com



Nadia Scardeoni è membro Ce.S.I.A.





NEWS



" Theories and methods© of virtual restoration

and their application for new professions"

Workshop “Multi-quality Approach to Cultural Heritage”

14-15 novembre 2006

Sede Centrale CNR-P.le Aldo Moro, 7 - Roma 


Nel periodo marzo-luglio 2007 si terrà in Giappone la rassegna promozionale integrata “Primavera Italiana in Giappone 2007”, organizzata dal Ministero degli Affari Esteri e dall’Ambasciata d’Italia a Tokyo.Nel quadro di tale rassegna, particolare rilievo verrà dato al tema generale "Industria, Tecnologia e Ricerca", nel cui ambito è previsto abbia luogo un Seminario/Esposizione riferito alle "Tecnologie della comunicazione culturale”.Lo scopo di tale Seminario/Esposizione è costituire un'occasione di contatto nel corso della quale evidenziare alla controparte giapponese le attività più significative condotte in proposito in Italia da parte di organizzazioni di ricerca ed imprese.Per assicurare una qualificata presenza italiana a tale evento, in occasione di alcune riunioni promosse dal Ministero degli Affari Esteri, il Dipartimento Patrimonio Culturale del CNR ha proposto di aderire all’iniziativa di cui sarà capofila il MICC (Media Integration Communication Center)- direttore Prof Vito Cappellini dell’Università di Firenze-  in collaborazione con  Hitachi.A tale fine si intende  organizzare in Italia - con adeguato anticipo – un incontro avente il carattere di Workshop-Esposizione, dal titolo: “Multi-quality Approach to Cultural Heritage”. Con esso si avrà l’opportunità  di  mettere in evidenza la necessaria compresenza di diverse qualità di approccio allo studio, alla conoscenza e alla comunicazione del Patrimonio Culturale.Tale incontro si svolgerà a Roma presso la Sede Centrale del CNR nei giorni 14 -15 novembre 2006.

Auspicando che l’iniziativa riscuota ampio interesse, invio cordiali saluti.
  Prof. Maria MautoneDirettore del Dipartimento Patrimonio Culturale del CNR


Abstract selected for:

Workshop “Multi-quality Approach to Cultural Heritage”


Corso : Metodologia del restauro virtuale di opere d’arte pittorica - ©15 novembre 2006


AUTORE: Nadia Scardeoni


http://sij07.cnr.it/pubblicazioni/poster/ScardeoniP29.htm


il Corso:Teoria e metodo del restauro virtuale e sue applicazioni per nuove professionalità e il poster virtuale: Scardeoni P 29 in powerpoint  sono soggetti a copyright- Workinprogress©


english




Author: Nadia Scardeoni

Address: 37126 Verona,  via dei Mille 6A


 

 



 

 

 

 http://www.edscuola.com/archivio/interlinea/blending_science.pdf

 

PROF.SSA NADIA SCARDEONI

Collaboratore scientifico - CFTA UNIPA  - Facoltà di Ingegneria - UNIPA

VRRC / Cres- Monreale, Palermo


 

 

Studio presentati a :

MULTI-QUALITY APPROACH TO CULTURAL HERITAGE - CNR, 14 e 15 novembre 2006




selezionato per:

"Tecnologie della comunicazione culturale” -  “Primavera Italiana in Giappone 2007”,

organizzata dal Ministero degli Affari Esteri e dall’Ambasciata d’Italia a Tokyo.

 

 

 


Presentato a:


Round Table : "RESTAURO VIRTUALE : workinprogress "

Focus: Nuove tecnologie per i beni culturali : studi, indagini, diagnostica,

laboratori .

ROMA -  Sede CNR AULA II PENTAGONO,  via dei Ramni 21

http://www.cnr.it/cnr/events/CnrEventi?IDn=1343


 

 




frrom Nuove tecnologie digitali per il Restauro di opere su carta, Edizioni Paideia, Firenze - Domenico Bennardi, Rocco Furferi.

Il Restauro Virtuale. Tra ideologia e metodologia -

 

"... dal "Restauro Elettronico" come lo aveva definito Vito Cappellini si è passati al concetto di "Restauro Virtuale",  tra coloro i quali hanno avviato un dibattito serio e lontano dalle euforie "tecnicistiche" iniziali c'è Nadia Scardeoni, storica dell'arte e restauratrice che ha adoperato le tecniche del Restauro Virtuale per prima nel suo lavoro e sul piano didattico,

finalizzando  la tecnica del restauro elettronico sull'immagine digitalizzata allo studio critico dell'opera d'arte e alla critica del restauro, ideando un procedimento scientifico per una metodologia innovativa di diagnostica e storiografia per immagini, utile per la prefigurazione

e la  formulazione delle tesi di intervento, oggi materia fondamentale  del Centro di ricerca del restauro virtuale VRRC , Monreale - Palermo 


 








 






D. Educatori in famiglia


 


E. BTA nadia scardeoni




F. Crea






G. Iter



Fotografia di Nadia Scardeoni a Villa Borghese in Roma nel settembre del 1979



da Interlinea


........E se orientarsi significa, fondamentalmente, poter fissare un punto amabile dell'orizzonte, mettiamoci in cerchio affinché ognuno di noi possa scrutare un frammento dell'orizzonte che posto accanto ad un altro frammento ci consenta di delinearlo con maggiore chiarezza. Con "InterLinea con..." proveremo a collegare questi frammenti, a comunicarli e a renderli attivi per tutti coloro che, con 'zaino leggero' amano unirsi nell'avventura della ricerca.


If finding one's way through this maze means setting our sights on a welcoming point in the horizon, let's all gather around a circle so that each one of us can pick out our own vantage point which, together with our neighbors', will bring our focus into clearer view. "On line with..." will attempt to gather all of these viewpoints together in a network of communication for all those who, lightly decked with knapsack, would like to join us on this discovery journey.


 


 


Se hai "argomenti" per rispondere all'appello , partecipa liberamente e scrivi a n.scardeoni@libero.it

specificando
nome attività luogo evento-contatto tema uso-applicazione esiti


 


Grazie

nadia scardeoni



orti.giardini@email.it


 


Nadia Scardeoni :


 
















Danilo Dolci Project







Cesia









HANNO SCRITTO


Mimmo Samuele:Il progetto scuola della Rete, intervista a N. Scardeoni, Ecole, Torino, 21-3-1994


Giuseppe Muraro :L' Europa comincia a scuola, Il Nuovo Veronese, Verona, 19-5-1994.


Taccuso Simonetta, Così ti insegno la creatività , Cronaca, Verona, 29-12-1992.


 Laura Zanetti «In cerchio» e al centro la scuola , L'ADIGE , 2 luglio 2001 



 


Citazioni



*

 


Tempo narrativo nell'Annunziata

di Robert A. Gahl, Jr.


For an inspiring theological analysis of Antonello's "L'Annunziata" and

an attentive description of this chaste gesture within the second temporal

moment of the Madonna's left hand, see Nadia Scardeoni's

"La visione teologica di Antonello da Messina nel ritratto dell'Annunciata"

at:
http://www.edscuola.it/archivio/interlinea/antonello2.html

http://antonello.splinder.it



ORGANISMI ECUMENICI IN EUROPA


http://www.odegitria.bari.it/ecumenismo/SETTIMANAnew.htm



 ALTRI LINK D’INTERESSE:


* http://www.edscuola.it/archivio/interlinea/ecumenismo.html


*

ORGANISMI ECUMENICI INTERNAZIONALI - CHIESE E COMUNIONI CRISTIANE NEL MONDO -




 

* http://www.edscuola.com/interlinea.html

Il sito nasce dal desiderio di valersi delle potenzialità della rete per realizzare un progetto di educazione alla interculturalità. Le sezioni, corredate di una straordinaria quantità di materiali, sono: Difesa dei minori, Pagine di Resistenza, Arte per Arte, La Pace e la Guerra, La Scuola, Filosofia del WEB, Educazione alla Legalità, Economia e Mondializzazione, Ambiente e Sviluppo. Sono poi forniti Percorsi per: Globalizzazione; Educazione al pensiero solidale; Infanzia: diritti negati; la lezione di Anna Frank; Palestra multilingue; e numerosi Link.

 


 




L`Annunciata di Antonello da Messina. Ce ne parla: Carmen Llera, scrittrice

ascolta da i quadri dell'arcimboldo




La foto dell'Annunciata " restaurata telematicamente" è tratta da Sondaggio: Restauro Annunziata


Educatori in famiglia

PARERE dal Parlamento Europeo


 


Fondazione Emilio Alessandrini

Presieduta dal Prof. Giovanni CONSO, Costituzionalista


Da un'intervista rilasciata nel 1995 da Antonino Caponnetto a Nadia Scardeoni Palumbo ed apparsa su E'cole


SITI CATTOLICI

 


 

Nadia Scardeoni - Interlinea con ...
E se orientarsi significa, fondamentalmente, poter fissare un punto amabile dell'orizzonte, mettiamoci in cerchio affinchè ognuno di noi possa scrutare un frammento dell'orizzonte che posto accanto ad un altro frammento ci consenta di delinearlo con maggiore chiarezza. Con 'InterLinea con ...' proveremo a collegare questi frammenti, a comunicarli e a renderli attivi per tutti coloro che, con 'zaino leggero' amano unirsi nell'avventura della ricerca.

http://edscuola.com/interlinea.html




directory istruzione

 


 

 

 



 Fondazione [ Alexander Langer ] Stiftung


 

 Nadia Scardeoni Palumbo: i ponti di Alex (1.9.1995)

Prefazione al libro: "ALEX LANGER non siate tristi continuate" ...

 

GABRIELLA GOFFI  




 

 

· NEL PRESENTE A TEMPO PIENO Intervista a Nino Caponnetto di Nadia Scardeoni Palumbo.

http://www.edscuola.com/archivio/interlinea/caponnetto.html



· Mafia - In memoria di Giovanni Falcone.

 
http://www.edscuola.it/archivio/interlinea/falcone.html

 

 



centro legalità democratica

Fondazione Alessandrini

orti & giardini

rai ducational

risorse didattiche

Sussidiario

Unimondo scuola

Volint risorse



 



C. Lo spazio

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